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Diabesità…
la salute vien mangiando

“Fa che il cibo sia la tua medicina e che la medicina sia il tuo cibo”. La massima di Ippocrate, padre della medicina a cui si affidano ancora oggi con il giuramento tutti i medici prima di iniziare la loro professione, raccoglie uno dei principi terapeutici fondamentali per le persone con diabete. Ma non solo per i diabetici, perché oggi uno dei maggiori fattori di rischio, soprattutto per i pazienti di tipo 2, sono l’obesità e il sovrappeso. Si parla infatti di diabesità, ovvero l’insieme del diabete e dell’obesità, che presenta un rischio di mortalità quadruplicato rispetto alle persone diabetiche normo peso. Di Emanuela Baio

Noi Lions abbiamo raccolto la sfida proposta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) di colmare il sapore amaro di questa cronicità, definita pandemia per modificare le conseguenze sia in termini di riduzione dell’aspettativa e della qualità di vita, sia per le notevoli ricadute economiche. Ricchi della nostra tradizione “Mediterranea” sono numerosi gli incontri che si stanno promuovendo nei club Lions proprio su diabete e alimentazione, così come su diabete e attività fisica, al fine di conseguire un duplice obiettivo: offrire una corretta informazione ed educazione ed accrescere benessere per tutti i cittadini e per il Sistema Sanitario Nazionale.
I dati del Ministero della Salute attestano che il 44% dei diabetici di tipo 2, il 23% dei casi di cardiopatia ischemica e fino al 41% di alcuni tumori sono attribuibili all’obesità o al sovrappeso.  Un recente studio condotto da IBDO (Italian Barometer Observatory Foundation) e da Istat specifica ancor meglio che “tra i 45-64enni la percentuale di persone obese che soffrono di diabete è al 28,9 per cento per gli uomini e al 32,8 per cento per le donne, portando complessivamente a un totale di circa 2 milioni di ‘diabesi’. Questo dato è molto preoccupante se si considera che il rischio complessivo di morte prematura raddoppia ogni 5 punti di crescita dell’indice di massa corporea: una persona con diabete e sovrappeso ha quindi un rischio raddoppiato di morire entro 10 anni, rispetto a una persona con diabete di peso normale e una persona con diabete e obesa addirittura ha rischio quadruplicato”.
Accanto alla diagnosi tempestiva e corretta e all’appropriatezza terapeutica farmacologica l’alimentazione salutare e l’attività fisica costante sono determinanti di salute. Come ci ricorda un detto popolare “La salute vien mangiando”, ovviamente mangiando bene, in quantità corretta e con le associazioni di cibi salutari. Se per tutte le persone e per ogni cittadino l’alimentazione è la prima e fondamentale forma di prevenzione all’insorgenza di patologie croniche, spesso mortali, per le persone diabetiche soprattutto di tipo 2 l’alimentazione salutare è paragonabile ad un farmaco, è una vera e propria terapia. Le persone diabetiche sono una moltitudine invisibile, ben 4 milioni in Italia, mentre nel mondo colpisce 422 milioni di persone, che al contempo vivono grazie allo zucchero che è dentro di loro, ma indifese di fronte ai tanti zuccheri che li circondano. La persona diabetica deve imparare a calcolare l’indice glicemico dei diversi zuccheri, come di tutti gli alimenti per adattare la terapia. Non è più il dolce in sé a far male, ma è la quantità a danneggiare la glicemia.
Parlando di diabesità i dati allarmanti riguardano soprattutto le regioni del Sud dove si riscontrano livelli più elevati di obesità e tassi di incidenza maggiori di diabete in territori quali la Campania, la Sicilia, la Calabria, la Puglia, l’Abruzzo e la Basilicata. L’altro dato che deve far riflettere è il divario tra centri urbani e le zone rurali. Infatti due terzi delle persone con diabete vive nelle grandi città. Proprio nei centri urbani il peggioramento degli stili di vita accanto all’invecchiamento della popolazione e all’isolamento sociale determinano la maggior diffusione di obesità e il maggior rischio di diabete. Il dato è ancor più allarmante se si parla di obesità infantile; un minore su tre è in sovrappeso. E se l’obesità è prevenibile, si può almeno ritardare l’insorgenza del diabete. E se per il diabete l’alimentazione salutare è terapeutica, per l’obesità lo stile di vita scorretto quale un’alimentazione ipercalorica e un ridotto dispendio energetico a causa di inattività fisica sono le cause precipue di questa patologia, che rappresenta uno dei principali problemi di salute pubblica non solo in Italia, ma a livello mondiale.
Ciò a cui vogliono contribuire i Lions è una doppia sfida: piatti sani e attività fisica per i diabetici e non solo. Finora non si è ancora riusciti non solo in Italia, ma a livello mondiale a declinare nella vita delle persone diabetiche il valore terapeutico di uno stile di vita salutare, mentre grazie all’impegno di diabetologi, medici di medicina generale, e di tutto il personale sanitario si sono conseguiti buoni risultati sull’appropriatezza farmacologica.
Se amare è il verbo più bello e intenso al mondo, il secondo è aiutare.  I Lions vogliono coniugare e vivere questi verbi assumendoli come propria mission. Per vincere questa sfida facciamo nostra la massima di quel genio di Einstein: “La maturità inizia a manifestarsi quando sentiamo che è più grande la nostra preoccupazione per gli altri, che per noi stessi”.
L’Associazione Lions Clubs International ha deciso di dedicare il 2018 a questa cronicità e di potenziare il Programma Diabete nei 210 Paesi in cui è presente e lo fa all’insegna di una maturità coraggiosa.

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