Distretti e dintorni

Viva Sofia
due mani per la vita

L’approccio alla cultura dell’emergenza e del primo soccorso da parte dei cittadini non sanitari è l’obiettivo del Service MD “Viva Sofia, due mani per la vita” votato al 64° congresso nazionale di Sanremo e confermato come service nazionale al congresso di Roma del maggio 2017. Di Francesco Pastore *

Un service a costo zero che può insegnare a salvare una vita attraverso lezioni in cui vengono illustrate ed insegnate le manovre salvavita da eseguire in caso di emergenza per soffocamento da corpo estraneo o di arresto cardio-circolatorio, arresto respiratorio o perdita di coscienza.
Anni di formazione in questo settore ci hanno insegnato che la realtà italiana è ancora molto lontana da quella di altri paesi occidentali, in cui la diffusione capillare di queste manovre ha portato ad una diminuzione delle morti per arresto cardiaco o soffocamento da corpo estraneo solo per il “sapere, saper essere e saper fare”, ovvero per la formazione specifica in questo settore, che inizia in alcuni Paesi già in tenera età. Le cifre riferite all’Italia infatti sono drammatiche: 70.000 morti per arresto cardiaco ogni anno, un bambino ogni 10 giorni che muore per ostruzione delle vie respiratorie da cibo nel 70% dei casi, da giocattoli o altro nel restante 30%.
Il “service” si propone quindi di dare una risposta concreta a queste cifre, affrontando in modo semplice, pratico e fruibile i seguenti argomenti: a) la sensibilizzazione al primo soccorso; b) la catena della sopravvivenza; c) le manovre di disostruzione nel lattante, bambino ed adulto; e) la rianimazione cardiopolmonare nel lattante, bambino ed adulto; f) Il defibrillatore tra mito e realtà; g) le nozioni di primo soccorso di base nelle situazioni più comuni di emergenza: traumi, ferite, ustioni, reazioni allergiche.
Un ventaglio di informazioni molto vaste che nel Distretto 108 Ab si sta attuando attraverso due distinti format: il primo dedicato fondamentalmente alle manovre di disostruzione e quindi destinato a genitori, nonni, baby sitter, insegnanti delle scuole dell’infanzia e a tutti coloro i quali hanno a che fare con i bambini illustrando cosa fare in caso di ostruzione delle vie aeree da corpo estraneo.
Il secondo dedicato ai ragazzi delle scuole superiori ai quali si parla dell’approccio all’emergenza, delle manovre di rianimazione cardiopolmonare e della loro grande valenza, sottolineando il fatto che “tutti possono farcela” e che ciascuno di noi, adeguatamente formato, può salvare una vita.
Gli eventi vengono strutturati attraverso una presentazione con slide introdotte da video di episodi realmente accaduti. Nell’anno sociale 2016-2017 sono state formate oltre 3.000 persone che hanno assistito a 44 meeting Lions, organizzati in tutta la Puglia. Interessanti ed emozionanti gli incontri con i ragazzi delle scuole superiori: si avverte netta la sensazione di come il “messaggio della vita” sia sempre vincente e catalizzi la loro attenzione: ascoltano in silenzio e poi provano sui manichini le manovre di rianimazione cardiopolmonare attendendo l’ok del medico formatore per essere pronti ad intervenire quando ci sarà bisogno. Nei meeting per i genitori viene inoltre distribuita gratuitamente la guida sulla “Sicurezza a tavola”, scritta in collaborazione con altri colleghi e sotto l’egida della SIPPS (Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale) e di altre società scientifiche. La guida e linee guida per la corretta somministrazione degli alimenti ai bambini più piccoli e le manovre di disostruzione. Tutti i partecipanti hanno poi la possibilità di provare le famose “pacche” con l’utilizzo di manichini “bambolotti”, acquisendo quindi la manualità, che li prepara ad affrontare l’emergenza, che “non avvisa” e che “pretende” un intervento corretto nei primi minuti, che sono quelli più importanti e che fanno la differenza. E la differenza la può fare proprio il “soccorritore occasionale” formato alle manovre salvavita.
Il futuro del “service”, a mio parere, è andare “oltre”: essere cioè capaci di formare una “rete” di “soccorritori Lions” e successivamente una “rete” di “formatori Lions” che possano poi a loro volta diventare moltiplicatori del messaggio: ciò darebbe molta visibilità ai nostri club e alla nostra associazione, che diventerebbe in questo modo protagonista nell’approccio al “primo soccorso” e alla rianimazione cardiopolmonare, oltre a presentare ed avviare progetti di cardioprotezione nelle città dove ancora ciò non è accaduto o supportarli nella formazione dove invece sono già presenti.
Il mio auspicio è quindi che sempre più gente il prossimo anno possa essere formata in tutta Italia per essere pronta ad affrontare consapevolmente e senza paura l’emergenza, grazie al “service” Viva Sofia, due mani per la vita… i Lions per la vita.

*Presidente Service Nazionale “Viva Sofia, due mani per la vita” - Distretto 108 AB.
 

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