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SERVICE NAZIONALE 2017-2018
“Sight for Kids: i Lions per lo screening visivo dell’infanzia”

Sight for Kids

Sul service nazionale, approvato a larghissima maggioranza dai delegati al congresso di Roma, si rende opportuno intervistare il Governatore Delegato Alberto Soci per chiarire il senso e la portata dell’impegno cui sono chiamati tutti i Lions Club italiani.
L’opportunità nasce dall’oggettiva importanza del service, che direttamente si collega ad uno dei cinque obiettivi perseguiti dall’Associazione nel corrente anno lionistico.

Intervista al Governatore delegato Alberto Soci
Di Bruno Ferraro

Quale l’origine e gli obiettivi del service?
Sight for Kids è un service che si inserisce a pieno titolo nello straordinario impegno dei Lions di tutto il mondo nella lotta alla cecità e, più in generale, nei programmi legati alla vista. Ad oggi, questo bellissimo progetto è uno dei temi promossi dalla nostra Fondazione Internazionale (LCIF). Sight for Kids si prefigge fondamentalmente due obiettivi. Il primo è quello di sensibilizzare e informare genitori e insegnanti sulle problematiche da deficit dell’acutezza visiva (ambliopia in primis) nei bambini in età pediatrica. Circa il 3% dei bambini ne è affetto. Riconoscerne tempestivamente la presenza e mettere in campo le giuste cure diviene azione decisiva per la salute visiva del bambino.
Il secondo obiettivo del progetto Sight for Kids è conseguente al primo: contribuire alla tempestiva identificazione di deficit visivi nei bambini al fine di favorirne le cure.

 

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CENTENARIO/INTERVISTA A DOMENICO MESSINA

Visibilità e tanta attività

All’alba dell’anno che realmente celebra cento anni di lionismo, abbiamo posto alcune domande al responsabile del Comitato Nazionale per le celebrazioni del Centenario del nostro Multidistretto. Di Giulietta Bascioni Brattini

Domenico Messina, del Lions Club Trapani, è la figura italiana di riferimento Multidistrettuale per le celebrazioni del Centenario di Lions Clubs International. Egli è stato un brillante Direttore Internazionale nell’annata 2010-2011 e, dal 2012 al 2016,  ha messo a disposizione la sua preparazione e la sua esperienza come formatore dei Vice Governatori distrettuali italiani. Anche in questo ruolo, oltre alla sua competenza, ha profuso tanta passione e tanto calore umano, caratteristiche naturali del suo carattere che lo hanno fatto apprezzare da tutti. A lui rivolgo alcune domande per parlare del senso di questa celebrazione e di quanto il Comitato Nazionale da lui coordinato ha fatto fino ad oggi e ancora intende realizzare.
 
Caro Domenico, il Comitato da te coordinato che senso ha dato alle celebrazioni di un secolo di lionismo?

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Leo & Lions

No ai luoghi comuni ed alle facili illusioni. I giovani vanno incoraggiati e seguiti, ma senza guardare troppo ai risultati ed anche se non diventeranno Lions. Di Bruno Ferraro

Leo e Lions  sono due realtà complementari destinate a fondersi in una proiezione futura oppure due esperienze talmente diverse da divenire inconciliabili, sempre in una proiezione temporale? È questo il dubbio che mi assilla, essendo diventato lions giovanissimo senza passare attraverso l’esperienza leo.
Il bilancio a livello generale non è certamente positivo: pochi i leo che diventano lions, non rari i casi di leo che chiudono in età adulta con l’esperienza del servizio volontario o lo proseguono su altre sponde… ivi compresa quella rotariana.
A mio avviso occorre, per noi lions, operare senza farci molte illusioni. Creare un club leo, inteso come un “programma” del club padrino, è un dovere, esattamente come quello che ci spinge, con molta frequenza, ad occuparci delle problematiche giovanili, attraverso temi di studio, service mirati, dibattiti, convegni, iniziative di vario genere. Se infatti il lionismo ha la propria ragion d’essere nella tutela delle fasce deboli, i giovani non possono non essere in primo piano nel pensiero e nell’azione dei club lions.

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INTERVISTA AL MAESTRO ENNIO MORRICONE

Credo negli ideali del lionismo

Ennio Morricone è da 35 anni socio effettivo del Lions Club Roma Aurelium. È dal lontano 1980 che il Maestro condivide convintamente gli ideali di solidarietà, di cultura, di pace e di libertà del lionismo e partecipa all’attività di servizio, compatibilmente con i suoi impegni di lavoro. I Lions sono molto orgogliosi di avere tra i suoi associati un gigante della musica che, con inesauribile creatività, ha regalato al mondo la magia delle sue note facendoci sognare.  Di Giulietta Bascioni Brattini

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Un lionismo che a cento anni faccia ancora sognare

Come vorrei il lionismo del centenario? Ho preferito non rispondere a braccio all’invito rivolto dalle colonne di questa rivista, ritenendo la domanda impegnativa e, comunque, meritevole di una adeguata riflessione, alla luce delle tante trasformazioni subite dal lionismo nell’ultra quarantennale mia appartenenza all’Associazione. Facendolo ora e tentando una risposta racchiusa in una formula concisa, faccio mie le espressioni usate da Gabriele Sabatosanti Scarpelli in occasione del suo commiato dall’incarico di Presidente del Consiglio dei Governatori: “il coraggio di sognare”.

Non so se il sentimento a base della definizione sia così diffuso, ma nulla impedisce di considerarlo al centro del progetto che spinge tanti uomini e donne di buona volontà ad abbracciare principi e valori del lionismo. Il coraggio invece è necessario per ipotizzare che i lions diventino un popolo di sognatori, capaci di sperare in un cambiamento radicale della nostra società, al momento troppo impregnata di individualismo e di tornaconto personale e troppo poco aperta sul fronte della solidarietà e dell’interesse generale.
Sogno o son desto? Me lo chiedo tante volte quando fanno capolino, nella società, sentimenti che ritenevo trascurati o sepolti, quali l’umiltà, l’ascolto dell’altro, il coraggio disinteressato, l’etica, il rispetto delle regole, l’impegno personale in meritorie attività di servizio, l’anteriorità dell’interesse generale rispetto all’interesse individuale.

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Le sfide che ci attendono

È un titolo che mi viene spontaneo, ripensando al (quasi) nulla di fatto di Bologna (per ragioni che non è opportuno rivangare) ed al totale smaltimento dell’ordine del giorno che si è registrato nel congresso di Sanremo, diretto con stile e pacatezza, ma anche con sagge variazioni dell’odg, dalla presidente Liliana Caruso. Di Bruno Ferraro

Il piatto forte è costituito ovviamente dalla relazione della stessa Caruso sul bilancio dell’annata 2015-2016 e dagli interventi dei 4 candidati alla direzione internazionale. A sorpresa, ma non tanto per chi (come me) lo conosce in profondità, il gustoso e frizzante intervento del PIP Pino Grimaldi, che in avvio dei lavori ha suscitato da subito il massimo entusiasmo della platea (“eravamo una agrande famiglia, siamo i veri volontari del servizio”).

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Etica dell'ambiente e legalità

Esiste un piano b per il pianeta? No! Perché non esiste una terra b! Per decenni l’ambiente è stato considerato come un oggetto privo di qualsiasi valore, da sfruttare a piacimento anche quando non se ne aveva la necessità. Di Salvatore Trovato *

Dalla Conferenza di Stoccolma (1972) è iniziato un processo di rivalutazione ambientale che ha portato nel 1992 alla conferenza di Rio de Janeiro, organizzata dalle Nazioni Unite, dove 178 paesi e 100 capi di stato si sono confrontati sull’emergenza ambientale, oggi esplosa in tutta la sua criticità. Il nostro futuro e quello dei nostri figli è realmente in pericolo, solamente il buon senso ci permetterà di affrontare con la saggezza, propria dell’uomo, l’emergenza ambientale in atto.
L’Etica dell’Ambiente che riguarda la qualità dell’Essere in relazione con la natura ci pone nello status di dovere discernere con attenzione sul nostro “modus vivendi”, reinterpretando il nostro pensiero nei confronti della natura stessa, non più oggetto, ma materia viva, che va tutelata e salvaguardata in ogni sua forma organica, con rispetto, cura responsabile ed amore.
Le legislazioni nazionali ed internazionali hanno sviluppato tutta una serie di azioni mirate alla tutela di un patrimonio che se andasse distrutto porterebbe probabilmente all’annientamento del genere umano. Ma fortunatamente sta nascendo, non senza difficoltà, una nuova cultura ambientale che potrà dare un notevole impulso alla salvaguardia di tutti quei beni che sono la fonte primaria per la sopravvivenza della natura e del genere umano.

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Come rendere l’associazione più forte?

Rispondono: Franco Amodeo, Ernesto Zeppa, Alessandro Emiliani, Mario Nicoloso, Luigi Luca Da Riva, Piero Martinuzzi, Raffaella Fiori e Moreno Poggioli.

1. Non essere mai tentato dal potere, ma ammantarsi della luce dell’umiltà. Nei Lions il vero potere è la straordinaria forza dell’umiltà, la semplicità del dialogo, la centralità del servizio che scaturisce dalla cultura dell’amore.
Basta leggere e rileggere il codice dell’etica lionistica, che quasi un secolo addietro ci ha consegnato come “Vangelo” insostituibile Melvin Jones, per comprendere come questo “Vangelo” deve trasformare i Lions in “missionari” del servizio.
Le incertezze che travagliano le associazioni come la nostra, si possono superare riannodando il filo del lionismo per ritrovare l’armonia, tenendo sempre presenti le esigenze della società che cambia ed aspettando risposte sempre più convincenti.
Annullare le distanze tra associazione e comunità, abbiamo le qualità per farlo perché nei Lions ci sono inesauribili risorse per dare un sostegno concreto. Le piazze ci guardano e aspettano da noi risposte convincenti con service che devono richiamare l’interesse della gente.
La nostra deve essere una sfida continua al cambiamento per trovare la chiave di volta basilare per contribuire al processo di miglioramento della società.

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La crescita  dell’associazione
è nei numeri o nelle idee?

Lo abbiamo chiesto ad alcuni Lions italiani. Ci hanno risposto in tredici...

1/Con umiltà sulle piazze,
per proporre alla comunità le idee dei lions
Le idee vengono suffragate dai numeri che rappresentano un valido riscontro e da dove si può rilevare un indice di crescita. Certamente oggi la nostra associazione riscontra dei segnali inquietanti che hanno lasciato il segno, un segno profondo registrato anche al 63° Congresso nazionale di Bologna, dove, per le discutibili decisioni assunte, si è incentivato l’abbandono anche di figure storiche che avevano contribuito a fare crescere il lionismo.
Sarebbe quindi auspicabile un profondo esame da parte di tutti, tenendo una mano sul cuore e l’altra sul Codice dell’Etica lionistica, ponendosi la domanda: qual è il vero volto del lionismo?
Quello che dà - e sono tanti i Lions che danno - o quello che riceve per accrescere la collezione di incarichi e riconoscimenti. Si deve purtroppo constatare che c’è chi ha avuto molto e chi non ha avuto niente.
Sono tanti i campanelli di allarme che dicono che è tempo, ormai, di reagire per frenare la china che rischia di mettere sempre più in crisi l’associazione. È tempo di chiamare gli “operai del Lions” per vivere il vero servizio, con un lionismo in piazza per capire ed operare da “missionari” e portare, con la tuta da lavoro, il “vangelo” di Melvin Jones.
Un lionismo vissuto con la gente e per la gente trova le risposte concrete alle nostre domande.

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Più donne tra i Lions

Noi donne siamo state escluse dal LCI fino al 1975 quando siamo entrate a farne parte come Lioness, senza diritti elettorali. In seguito, nella Convention di Taipei, una modifica all’art. VIII - sez. 2 del Regolamento internazionale ha indicato come condizione per essere invitati a far parte del LCI l’essere non uomo, ma “persona” di ottima condotta morale, stimata nella comunità di appartenenza. Da allora ne abbiamo fatta di strada! Oggi l’amica Gudrun Byort Yngvadòttir è stata endorsata per la carica di secondo vice Presidente internazionale e, qualora votata a Fukuoka, potrebbe essere la prima donna IP ed essere in carica durante la Convention di Milano. Di Liliana Caruso *

Nella nostra associazione, ormai, non si perde occasione per evidenziare l’importanza di un considerevole incremento della presenza femminile. Le donne sono e potrebbero essere ancor di più una componente importante dei nostri club, non tanto perché garantirebbero un non disprezzabile aumento di associati, quanto perché quelle disponibili costituirebbero un consistente antidoto al lionismo parlato e lo sostituirebbero con un lionismo del fare e dell’agire.
I Lions in tutto il mondo stanno puntando molto sull’inserimento di signore nella nostra associazione. Si riconosce, infatti, come la diversità di genere possa arrecarle solo miglioramento.
Noi donne possiamo apportare l’intuito, la concretezza, la passione, l’operatività, la tenacia, il senso di responsabilità e di sacrificio, che ci appartengono e che possono dimostrare i valori di Lions Clubs International. Si dice che sappiamo “Vedere con la mente ed ascoltare con il cuore”.

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