Distretti e dintorni
La forza della solidarietà
In tutto il Distretto 108 Ia2, il 20 e il 21 gennaio, sono stati organizzati eventi, esibizioni, spettacoli, tavole rotonde. Un unico obiettivo: raccogliere fondi da devolvere a favore dei disabili e degli alluvionati. Di Fernando D’Angelo
Sono da poco terminate le celebrazioni dell’“Anno Europeo del Volontariato 2011” nel quale milioni di persone di tutti i paesi d’Europa, con il motto “una mano tira l’altra”, si sono impegnate ad aiutare i meno fortunati, i malati, i sofferenti, i bambini, gli anziani, le persone colpite da calamità naturali, le proprie comunità.
La vita non sarebbe la stessa senza il loro (il nostro!) operato di volontari che donano il proprio tempo con l’unico scopo di fare del bene e ricevere in cambio un sorriso.
“Non c’è fango che tenga” hanno scritto sulle magliette lo scorso 4 novembre i giovani accorsi ad aiutare gli abitanti di Genova (la mia città “martoriata” dall’alluvione), piegati, ma non domi. Eroi moderni, gli “Angeli del fango”, protagonisti di speranza che con il loro agire hanno dato un esempio di stile di vita, di solidarietà autentica. E’ stata definita “un’alleanza educativa collettiva”, nata spontaneamente dall’impegno dei giovani della città.
Tutto questo ci insegna che dobbiamo esaltare quei valori autentici, per ridare forza alle aspettative e alle speranze delle nuove generazioni.
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Giovani a rischio
Nonostante le campagne di stampa, in questo momento un po’ sopite, e gli inviti alla prudenza, alla responsabilizzazione di chi guida e alle raccomandazioni di far guidare chi è sobrio, la perdita di vite umane al ritorno dalle discoteche o dai luoghi di divertimento non accenna a diminuire. Di Marcello Paris
Secondo l’Istituto superiore di Sanità le cause principali delle morti su strada sono da imputare ad incidenti provocati da conducenti in stato psicofisico alterato. Questi sono il 30% del totale dei sinistri che avvengono ogni anno in Italia. Inoltre, gli incidenti stradali sono la prima causa di morte tra i giovani e, comunque, per coloro che hanno meno di 40 anni. In particolare nei fine settimana, soprattutto estivi, e nelle fasce orarie tra le 22 e le 6 del mattino.
In molti Paesi del Nord Europa si sta diffondendo l’uso per cui chi nella compagnia è “designato a guidare” deve rinunciare alle pasticche e a bere, per riportare a casa sani e salvi tutti gli amici.
Purtroppo la sottovalutazione del pericolo è molto forte anche in chi è nel pieno delle proprie facoltà psico-fisiche. Spesso nel giovane c’è la convinzione che “tanto a me non succede, sono troppo bravo e accorto”. E se questo è vero in colui che è sobrio possiamo immaginare quale possa essere la reazione incosciente di chi è alterato dall’alcool o da droghe.
Malauguratamente il fenomeno sta “aggredendo” fasce di ragazzi e ragazze sempre più giovani, in un crescendo preoccupante.
Sul fenomeno delle stragi si riportano i pareri di tre illustri studiosi per cercare di capire quali sono le motivazioni che spingono tanti giovani a tali comportamenti.
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La “Nea Polis” dei Lions
“Napoli… la città che vorremmo”. Etica pubblica e spazio urbano per un impegno civico e di responsabilità sociale. Di Raffaele Zocchi
"Sposa bagnata, sposa fortunata” recita un antico adagio che mi veniva in mente ascoltando il saluto di benvenuto del sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, all’assemblea cittadina indetta dai Lions Club lo scorso 26 ottobre, mentre fuori impazzava una vera tormenta. Infatti, riferendosi al luogo in cui l’assemblea si svolgeva, la sala della Loggia nel Maschio Angioino, il sindaco ha ricordato che in quella sala egli celebra i matrimoni e, quindi, il suo auspicio era quello di un matrimonio tra la sua amministrazione e l’associazione dei Lions Club. In realtà, più che di un vero e proprio matrimonio si è trattato, al momento, di una promessa. La promessa che Lions e comune di Napoli collaborassero per pervenire insieme ad un obiettivo, un vero e proprio sogno: fare di Napoli una città migliore, una città nuova, una nea polis ancora una volta risorta dalle condizioni di degrado che l’hanno fatta scivolare all’ultimo posto, come vivibilità, nella classifica della grandi città italiane. Oltre al matrimonio, in quel pomeriggio tempestoso, si è anche celebrato un battesimo. “Finalmente è nata, in forma ufficiale e pubblica “Napoli, la città che vorremmo”, dopo una gestazione di un anno ha infatti esclamato, emozionato e commosso al termine della manifestazione Gianni De Lisa, che nell’ottobre dello scorso anno aveva lanciato l’idea, subito raccolta da un gruppetto di volenterosi Lions napoletani. Le idee di base e le linee guida di questa reale espressione di cittadinanza attiva erano state raccolte in un manifesto, che il governatore dell’anno sociale 2010-2011, Emilio Cirillo, presente all’assemblea, aveva con entusiasmo sottoscritto.
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La LCIF “nonno dell’anno”
Nell’“Anno europeo del volontariato”, il comitato organizzatore ha premiato la nostra fondazione internazionale (LCIF). La manifestazione, organizzata dai Lions, si è svolta a Carmagnola l’11 settembre.
Alla 9ª edizione della “Festa nazionale del nonno” erano presenti il Presidente Internazionale Emerito Pino Grimaldi, i Governatori Roberto Bergeretti (Ia3), Gabriele Sabatosanti Scarpelli (Ia2), Lino Nardò (Ia1), Danilo Francesco Guerini Rocco (Ib1, delegato alla LCIF) e il PDG Roberto Fresia (coordinatore LCIF MD 108 Italia, Malta, San Marino e Città del Vaticano).
Erano presenti, tra le autorità civili, Silvia Testa, Sindaco di Carmagnola, l’On. Vito Bonsignore, Parlamentare Europeo, in rappresentanza del Presidente del Parlamento Europeo Jerzy Buzek, il Sen. Enzo Ghigo già Presidente della Regione Piemonte, che nel suo intervento ha voluto sottolineare la primogenitura Carmagnolese e Lions della festa nazionale del nonno, Michele Coppola, Assessore alla cultura della Regione Piemonte, Rosanna Costa, consigliere regionale, alla sua nona presenza alla festa del nonno, il Comandante della Tenenza dei carabinieri di Nichelino Ten. Massimiliano Pella.
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Un buco nella parete... oltre la sofferenza dei bambini
Il Distretto 108 La Toscana per il Dynamo Camp. Si tratta della ristrutturazione di una fabbrica da adibire all’accoglienza di bambini affetti da patologie gravi o croniche sul modello dei “campi” fondati da Paul Newman. Di Marcello Paris
Il Governatore del Distretto toscano Michele Manzari ha scelto di dedicare il “suo” service alla Dynamo Camp di Limestre, sulla montagna pistoiese. Si tratta di una struttura, nata nel 2007, per iniziativa della Fondazione Dynamo, da qui il nome in Italia, creata sul modello della Association of Hole in The Wall Camps fondata da Paul Newman, un’associazione no-profit che in tutto il mondo promuove e gestisce campi estivi appositamente strutturati per bambini e ragazzi affetti da patologie gravi o croniche.
In Italia la risposta all’idea di creare una Dynamo Camp arrivò dalla società KME, già Europa Metalli con sede a Campotizzoro e proprietaria di una vasta area collinare, che si offrì di ospitare il Camp in quella sua proprietà.
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I lions senza confini
Un gruppo di giovanissimi diversamente abili giunti dall’Ungheria sono stati alloggiati nel villaggio turistico del Lido degli Scacchi del Comune di Comacchio dal Lions Club Ferrara Estense. Di Carmelo Lupo
Sono ormai da oltre venti anni che puntualmente, durante il mese di maggio, il Lions Club Ferrara Estense ripete un “service” esaltante, degno di tale nome, che traduce in opere concrete le disquisizioni linguistiche di tanti illustri Lions che scrivono sui nostri giornali, non concretando sfortunatamente il loro parlare con una evidente citazione di opere di cui sono stati iniziatori e realizzatori concreti a favore degli altri.
Il club al quale appartengo pone in primo piano le iniziative a favore dei “deboli”, portando a conoscenza degli altri quanto viene operato a favore di questi (italiani o stranieri) e quanto viene realizzato a beneficio del luogo in cui la sua collocazione lo pone. Tutto ciò in assoluto rispetto dei dettami internazionali che hanno generato il “lionismo”.
Anche quest’anno, provenienti da un istituto specializzato di Sopron (Ungheria) e patrocinato dai lions di detto centro e di quelli di Budapest, un gruppo di diversamente abili (di ambo i sessi) dai dieci ai tredici anni, accompagnati da due insegnanti, da una interprete di lingua italiana e due autisti, sono stati alloggiati nel villaggio turistico del Lido degli Scacchi del Comune di Comacchio (Ferrara), di proprietà di una nostra socia e del fratello rotariano, per una settimana.
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Lifebility Award
Il 21 aprile scorso, presso la meravigliosa biblioteca Braidense di Milano si è svolta la premiazione della prima edizione del concorso Lifebility Award, organizzato dal Lions Club Bramante Cinque giornate di Milano. Una iniziativa che ha unito nella giornata della premiazione giovani provenienti da tutta Italia. Di Enzo Taranto e Annamaria Simonini
E' proprio dello spirito dei Lions condividere non solo un’etica comportamentale e l’amicizia tra i soci, ma anche e soprattutto il concetto di “servizio”=“we serve”. Come sosteneva il mitico socio e amico Giampiero Mosconi, a questo concetto va applicata una visione ampia ed organica (forse meglio interpretata dal termine “vision” anglosassone, da cui i “visionari”, coloro che hanno grandi sogni).
I service di grande respiro che abbiamo sviluppato insieme in passato e che anche oggi continuiamo a perseguire - anche se purtroppo senza il suo grande appoggio morale e sostanziale - sono quelli d’opinione. Il Lions club deve essere inserito nel proprio territorio e nel proprio momento storico, dimostrandosi capace di sposarne in toto le esigenze.
Cosa significa questo al giorno d’oggi? Quali sono oggi le priorità sociali immancabili per i Lions?
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Consegnata a L'Aquila la biblioteca per ragazzi
Il progetto ha provocato un’entusiasmante gara di solidarietà che, partita dalla zona A del Ta1, ha superato i confini del distretto, ed anche del multidistretto. Di Tarcisio Caltran
Ancora una volta il Distretto 108 Ta1 ha fatto centro! Il 1° maggio è stata, infatti, ufficialmente consegnata alla città de L’Aquila la struttura che ospiterà la “Biblioteca per ragazzi”, un punto di riferimento importante per il capoluogo abruzzese, soprattutto per i giovani, privati di questo servizio a seguito del terremoto di due anni fa. Si tratta di una struttura prefabbricata in legno, antisismica, poggiata su una platea in cemento armato, che potrà essere utilizzata anche per altre attività. Non una semplice “biblioteca”, ma un luogo di incontro utile sotto il profilo sociale, oltre che culturale.
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L'unione da la forza...
anche per le associazioni di servizio
Lions, Rotary, Soroptimist e Zonta dell’Italia nord occidentale insieme nel contesto delle celebrazioni per i 150 anni di Unità Nazionale. Di Pier Giacomo Genta
Nello storico contesto della Scuola di Applicazione e Istituto di Studi Militari dell’Esercito di Torino, il 26 febbraio 2011 si è celebrato il convegno “Le Associazioni di servizio agli inizi del 3° millennio nel contesto delle celebrazioni dei 150 anni di Unità d’Italia”. L’evento, di per sé prestigioso, era stato preceduto, qualche giorno prima, da una conferenza stampa dove erano intervenuti il Governatore del Distretto 2030 del Rotary International, il Governatore del Distretto 108 Ia1 del Lions International, la Director Area 03 di Zonta International e la Presidente del Club Torino di Soroptimist International. In quella occasione si era annunciata la prossima stipula di un accordo che prevedeva, fra l’altro, la promozione di un evento comune annuale, sulla base delle proposte formulate dalla Commissione di Coordinamento Interassociazioni, presieduta dal Lions Generale C.A. Luigi Stefani. La decisione, per quest’anno, era di organizzare un convegno che avesse come tema l’Unità Nazionale.
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Giovani senza frontiere di fronte al loro futuro
Si è conclusa a Chambery con una giornata di verifica e di sintesi l’indagine conoscitiva condotta dai Lions del Piemonte, della Savoia e della Valle d’Aosta che costituirà, con le testimonianze raccolte, un libro bianco bilingue, una guida sicura per conoscere meglio il mondo delle nuove generazioni. Di Bartolomeo Lingua
Dobbiamo ammetterlo. Non è facile fare i conti con la storia evitando interrogativi scomodi se, appena varcata la frontiera, ci sorprende l’autentico interesse per le prospettive future di fronte alla serena accettazione del passato anche quando improvvise svolte del destino hanno deciso le sorti di chi è sempre stato più vicino di quanto apparisse. Come è stato per Chambery e Torino. E’ vero, al tavolo di Plombières furono soltanto pedine. Ma 150 anni fa, poco fu risparmiato alle due città coinvolte dalla nascita dell’Italia unita nel tricolore, resa possibile dalla rinuncia di Vittorio Emanuele II a due perle del suo regno, Nizza e la Savoia, sacrificate a Napoleone III e ad un futuro ancora incerto insieme alla quindicenne diletta principessa Clotilde, andata sposa a Gerolamo Napoleone.


