Mondolions

Noi… e il Mediterraneo

“Affluenti culturali ed identità nazionale”, questo è il tema sviluppato nella 17ª Conferenza dei Lions del Mediterraneo che si è svolta dal 20 al 22 marzo a Tangeri, città che gode di un’ottima posizione geografica, in un punto di congiunzione tra l’Europa e l’Africa. L’altro tema ufficiale della conferenza è stato “Energie alternative e difesa del pianeta”. Di Maria Pia Pascazio Carabba

Venerdì 21 marzo, la “Cerimonia di apertura”, introdotta da Kamal El Himdy, Presidente della conferenza e DG del Distretto 416 Marocco, e sapientemente portata avanti dal PDG Aron Bengio, Coordinatore dell’”Osservatorio della Solidarietà Mediterranea”.
Mouline Said, riprendendo il discorso del Ministro dell’ambiente Hakima Elhatti, nella trattazione del tema “Energie rinnovabili e salvaguardia del pianeta”, ha sottolineato che il 50% delle centrali nel Mar Mediterraneo sono per le energie rinnovabili, per cui si esporta energia pulita e cresce l’industria ed il lavoro mediante ponti tra il nord ed il sud. “Tutte le energie derivano dal sole” ha sottolineato A. Gish Peter, illustrando lo sviluppo di un progetto eolico realizzato nel nord del Marocco.
Ziya Nazly ha sottolineato che la Turchia è seconda, dopo la Spagna, nella produzione di energia pulita, in particolare eolica, e prima nella produzione di pannelli solari nel mondo. Samir Abou Samrah ha parlato di progetti pilota in Libano, in collaborazione con le imprese private, della durata di 15 anni, basati su fonti biotermiche, sulla biomassa e sull’energia marina.

Multidistretto

A Milano la Convention...
una bella pagina del lionismo italiano

Ho il privilegio di essere l’unico in grado di scrivere la cronaca di come è andata nel corso dei tre anni e mezzo in cui la vicenda si è svolta. Infatti, grazie all’invito dell’allora DG Carla Di Stefano, sono entrato a far parte del gruppo di lavoro quasi subito e non l’ho più lasciato fino all’assegnazione a Milano della Convention 2019. Di Mario Castellaneta *

L’idea nasce nell’estate del 2010, poco dopo il ritorno di Carla Di Stefano dalla Convention di Sidney dove era stata nominata Governatore. Carla viene contattata da due soci del club Milano Ambrosiano, il PDG Franco Carletti e il socio Angelo Cavalli, che avevano anche fatto una pre-analisi della documentazione necessaria; contemporaneamente, e per vie indipendenti, la contattava con la stessa idea il socio Franco Polver del club Milano Bramante Cinque Giornate. Furono avviati i primi contatti con Valeria Guarisco di Milano Fiera Congressi (MiCo) che dispone del più grande centro congressi d’Europa sul sito della vecchia Fiera di Milano. Si pensò alla candidatura di Milano alla Convention del 2016, ma ci si rese subito conto della scarsità di tempo e si ripiegò sul 2018 (il 2017 essendo, ovviamente, riservato a Chicago). A dicembre del 2010 Carla mi chiese di entrare a far parte del costituendo gruppo di lavoro.
I prerequisiti per candidarsi sono la disponibilità di un grande Centro Congressi con una sala per ospitare le sedute in plenaria di almeno 12.000 posti (due le alternative di Milano: una da 12.000 e l’altra da 18.000 posti) e almeno 5.000 camere di hotel di cui il 75% a meno di 10 miglia dal Centro Congressi e il restante 25% a meno di 15 miglia. Milano è l’unica città italiana con queste caratteristiche.

Magazine

Una vita in punta di piedi

Intervista a Carla Fracci
Ho vissuto in campagna, a contatto con la natura. Mi piaceva questa vita fatta di piccole cose. Dalla danza ho avuto tutto ma vorrei trasmettere ai giovani tutto il mio bagaglio di esperienza... Di Giulietta Bascioni Brattini

Veder ballare Carla Fracci, un mito vivente della danza classica in Italia e nel mondo, è come veder “danzare le linee”, una espressione mutuata da Enrico Cecchetti, il più grande maestro di danza del Novecento.
Per me che vivo a Civitanova Marche, patria di Enrico Cecchetti, aver conosciuto l’etoille che è la personificazione stessa della danza è stata un evento emozionante, unico. Ho avuto modo di conoscere una donna che nel quotidiano sa regalare armonia, bellezza, una naturale, raffinata eleganza, spontaneità ed allo stesso tempo la sua totale dedizione all’arte coreutica. Il pubblico ne ha decretato universalmente un successo crescente, che l’accompagna tuttora. Scrivono di lei: “Carla Fracci è più leggera dell’aria, più lieve di un sospiro. Una vita… in punta di piedi”.
La regina della danza classica italiana e internazionale è già prima ballerina nel 1958, alla scuola di balletto del Teatro La Scala di Milano. Prosegue la sua formazione artistica partecipando a stage avanzati a Londra, Parigi e New York. Nei primi anni della sua carriera danza con partner d’eccezione: Rudolph Nureyev, Milhorad Miskovich, Vladimir Vassiliev, Amedeo Amodio, Paolo Bortoluzzi, Erik Bruhn…

Distretti e dintorni

La danza per la dislessia

Il 22 marzo, 14 Scuole di Danza, provenienti da Cecina, Rosignano Solvay, Donoratico, Montescudaio, Casale Marittimo, Bibbona e San Vincenzo, hanno dato vita alla 4ª edizione della Rassegna “La danza per la dislessia”, organizzata dal Lions Club Cecina.

Il club ha iniziato ad occuparsi della problematica dislessia nel 2010, per fornire il proprio contributo alla ricerca nel settore, all’individuazione precoce dei sintomi ed alla fornitura di ausili didattici che permettano ai bambini dislessici di affrontare meglio la loro avventura scolastica e lavorativa. Negli anni, gli interventi si sono moltiplicati: dal primo progetto (“Dammi le ali per volare”) dedicato alla sola Direzione Didattica Guerrazzi di Cecina, si è passati ad iniziative che hanno interessato tutte le quattro Direzioni Didattiche di Cecina e Rosignano, fino a coinvolgere anche gli Istituti Comprensivi di Castagneto Carducci e Montescudaio, ovvero tutto il mondo della Scuola dell’Infanzia e Primaria del territorio di competenza del club. Il motore di tutte le attività nel settore è proprio la “Rassegna di Danza”: ideata da Piero Fontana, presidente del LC Cecina nell’annata 2010/2011, nell’ambito del Service Nazionale Lions “Lotta alla dislessia e ai disturbi specifici dell’apprendimento”, la rassegna ha coinvolto negli anni un numero sempre maggiore di scuole di danza, fino alle 14 dell’ultima edizione.

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