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No alla violenza di Rosario Marretta* |
La violenza, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, è definita come “l’uso intenzionale della forza fisica o del potere, minacciato o reale, contro se stessi, altre persone o contro un gruppo o una comunità, da cui conseguono o da cui hanno un’alta probabilità di conseguire lesioni, morte, danni psicologici, compromissione nello sviluppo (maldevelopment) o deprivazioni” o, secondo il dizionario di diritto Juripole, come “Atto volontario o meno che provoca nella vittima un disturbo fisico o mentale che ha conseguenze per la sua persona o i suoi beni”. La violenza è, quindi, un’azione fisica o psichica esercitata da una o più persone su una o più persone (anche se, nella specificità del termine, può includersi l’azione fisica e psichica sugli animali). Spesso (ma non sempre) la violenza ha lo scopo di indurre nell’altro o negli altri comportamenti che altrimenti non si avrebbero. Le discipline che si occupano del fenomeno della violenza sono la psicologia, la sociologia, l’etologia, l’antropologia, la scienza politica, la giurisprudenza, e così via. L’approccio al fenomeno varia secondo la disciplina. Elementi come la voglia di primeggiare o la difesa delle proprie idee che, se mal indirizzati, degenerano nella violenza, fanno parte della natura umana e non sono necessariamente negativi. Il tema di studio scelto dai Lions italiani attraverso i loro delegati al Congresso Nazionale di Ravenna è, quindi, particolarmente vasto oltre che per i temi proposti anche per i possibili approcci necessari per ben comprenderne il significato e la portata. Le nuove forme di violenza fanno anche riferimento alle tecnologie ed in particolare ai mezzi di comunicazione, dove internet diventa palcoscenico ed amplificatore per i bulletti da strada e la televisione portatrice di una cultura dilagante della violenza verbale oggi presente pure nei cosiddetti programmi “culturali”. Il tema di studio va quindi sviluppato secondo le sue diverse componenti e secondo i diversi approcci, con l’augurio che possa condurre a conclusioni e suggerimenti per possibili iniziative future. L’augurio è che si possano sviluppare i singoli temi proposti e si possano quindi generare consigli utili. Un modo di procedere potrebbe essere quello per cui ogni singolo Distretto si occupi di uno specifico tema, e lo sviluppi nella sua interezza, al fine di generare, a conclusione del lavoro svolto, un documento che, raccolto insieme ai documenti prodotti dagli altri Distretti, possa costituire un’utile raccolta di dati e di utili suggerimenti per le vittime oltre che per possibili sviluppi di future iniziative. Voglio porre l’attenzione, poi, su tutte quelle forme di violenza verbale e scritta che sempre più dilagano nei nostri club. Mi riferisco, non solo, a quelle forme di maldicenza che, sotto forma di e-mail o, peggio, di lettere anonime o anche verbalmente, si vanno diffondendo tra i soci, o a certe critiche sull’operato altrui, che sono chiaramente atti di violenza, ma anche alla mancanza di partecipazione di tanti soci e al non rispetto dell’etica lionistica. Sono queste tutte forme di violenza rivolte, oltre che contro singoli soci, contro tutta l’Associazione. Queste forme di violenza mettono l’intera Associazione in cattiva luce, costituiscono cattivo esempio per tutti i soci e diventano causa dell’allontanamento di quei soci dotati di buone intenzioni e di voglia di lavorare. Queste forme di violenza costituiscono un danno per tutta la nostra Istituzione e violenza contro ogni singolo socio che crede nel lionismo. Queste forme di violenza vanno fermate e perseguite. La violenza è definita come un male ed il male, secondo Socrate, S. Agostino e tante scuole di pensiero a loro seguite, è generato dall’ignoranza.
*Governatore delegato al tema di studio nazionale. |
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